Patrak delle Pianure di Cania |
Patrak delle Pianure di Cania |
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29 Lug 2009, 17:03
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Patrak delle Pianure di Cania
Storie del Mondo dei Dodici, Libro I Capitolo I: Patrak delle Pianura di Cania Siamo a Bonta, nella Taverna della Batosta. Molte persone si stanno divertendo, ubriacandosi, giocando a Rekop, il famoso gioco inventato dagli Ecaflip. Ad un certo punto, un giocatore di Rekop, serio ed esperto, si rivolge ad un solitario personaggio bizzarro seduto ad un tavolo all'angolo della parete, nella penombra. Sbock: Ehilà , ragazzo! Vieni a divertirti un po' con noi, abbiamo tante carte, ti diamo un mazzo! La birra la offro io. Ragazzo: No, no, grazie. Sbock: Avanti, la birra del Batosta è la migliore! Dico bene, Oste? Ragazzo: E sia... qua il mazzo. * dopo un po' * Sbock: Sei molto bravo a Rekop! Da quanto giochi? Ragazzo: Da quando l'ho conosciuto. Sbock: Cioè? Ragazzo: Diciamo... ora. Tutti: o____O Sbock: Wow... Ad ogni modo, adesso è il momento delle storie! Anche perché non abbiamo più nulla da puntare, ci hai spillato tutto... * i racconti si susseguono, finché... * Sbock: E' il tuo turno, ragazzo! Cosa ci racconti? Ragazzo: Beh, è una storia molto lunga, la conosco da tempo... Briscola: La notte ha ancora 8 ore, raccontaci tutto! Ragazzo: E sia... Questa storia comincia nelle Pianure di Cania, nel Villaggio costruito sopra la Foresta di Cania chiamato Hecat, in nome di un personaggio storico. La vita del Villaggio era normale: il vicino fiume, assieme alle pianure sterminate, permetteva di coltivare, la Foresta dava la selvaggina ed il legno e c'erano molti artigiani. Non mancava nulla, dato che i Minerali arrivavano puntualmente dalle miniere delle Montagne dei Croccaroc, portati dai Minatori, i quali li esponevano al Mercato del Sabato del Villaggio. I bambini giocavano nella piazza della statua di Hecat, perfetta per la Pappaball, gli adulti parlavano nelle due Taverne presenti nel Villaggio, gli anziani raccontavano storie ai bambini che non volevano giocare a Pappaball. La calma regnava sovrana. La vita scorreva come scorreva veloce l'acqua del fiume, lenta ma inarrestabile come il lavoro del vento sulle Montagne, serena e viva come il Sole che illuminava la Pianura tutti i giorni. La Guerra era lontana... fino a quel giorno. Il giorno in cui finì tutto. La Guerra fra Bonta e Brakmar era devastante, dove passava non lasciava nulla, che lì ci fosse stato un villaggio di civili od un accampamento. La Guerra distruggeva. La Guerra faceva male. Quel giorno, arrivò il Corriere in preda al panico: <<La Guerra è arrivata sulle Montagne dei Koalaks!!! I Bontariani ed i Brakmariani vogliono conquistarle per la loro posizione strategica, è una carneficina! Hanno spostato la maggior parte delle truppe lì, ed i poveri abitanti ed i pochi, anche se valorosi, guerrieri di Astrub non ce l'hanno fatta a fermare le due città ! Ora stanno devastando i Laghi Incantati, la Guerra è vicina, scappate, scappate tutti!!!>>, ma nessuno volle credergli. Il pensiero comune era quello classico: "Perché dovrebbero arrivare qui? Siamo solo un villaggio in una Pianura sterminata". Ma la Guerra distrugge e non risparmia nessuno. La situazione sulle Montagne Koalaks era di stallo, non si riusciva a concludere. Serviva un diversivo, ed i Brakmariani scelsero di cercare di prendere due piccioni con una fava. Si accorsero di Hecat e pensarono che fosse un avamposto perfetto per tentare un'offensiva sulle Pianure nel caso fosse stato conquistato, ed anche se non lo fosse stato avrebbero distratto i Bontariani nelle Paludi. Non sapevano che i Bontariani non sorvegliavano Hecat, bensì quest'ultimi concentravano le difese sul Massiccio e dallo Zaap delle Pianure in poi. Fu così che la guerra arrivò anche lì. I Bontariani scoprirono i piani dei nemici grazie ad un Cavaliere dell'Occhio Attento che, con le sue abilità di camuffamento, si era introdotto nella base nemica. Spostarono una parte delle truppe nella Foresta, e quando videro arrivare i Brakmariani si fiondarono nel Villaggio per difenderlo. Fu la fine di tutto. I Brakmariani entrarono come una bestia selvaggia, distruggendo tutto ciò che capitava a tiro della loro spada. I Bontariani difendevano con altrettanta ferocia, usando ogni cosa a portata di mano, incendiando per impedire vie di fuga. La Guerra era arrivata, aveva ragione il Corriere, quel vecchio Anutrof di nome Aillof Alledec. I Brakmariani si avventavano sui paesani con furia, credendo che fossero Bontariani e massacrando tutti. Donne, uomini, vecchi e bambini. Un piccolo Sà crido vagava sperduto in cerca dei genitori, mentre intorno a lui tutto ciò che aveva conosciuto veniva raso al suolo dal fuoco. <<Ma guarda che bel marmocchio! Di chi sei figlio, di quel bastardo di Keias?! Muori!!>> <<Aaaaaaaah!!! Mammaaaaa!!!>> Nessun dolore. Nulla. Eppure l'affondo era diretto al cuore. Il bambino aprì gli occhi e vide un uomo che lo guardava, con una spada che gli passava il corpo da parte a parte. Suo padre. <<Scappa, Patrak!!! Vai via da qui, figliolo!! Vai... via...>> Il bambino fuggì senza voltarsi indietro, con le lacrime agli occhi. Passò la porta Nord e si diresse verso il Cimitero. Capitolo II: Sperduto Sbock: Oste, un'altra birra per il nostro Bondpac! Bondpac: sCi, Ma ScIeRtO cHe Ne VoLiO uN'aL- *SBRANG* Briscola: Andato. Sbock: Già ... Ragazzo: Continuo? Sbock: Oh, sì, scusa per l'interruzione! Ragazzo: D'accordo. Il piccolo Sà crido scappava macinando braccia e braccia di terra sotto i suoi piedi, lasciandosi alle spalle tutta la sua infanzia che veniva divorata dal fuoco. "Papà ... mamma..." Mentre correva, in lontananza la forma del Cimitero di Bonta appariva sempre più nitida. Era un luogo pericoloso, gli avevano detto gli anziani. Quante volte aveva sognato di affrontare i pericolosi Chafers cavalcando un bellissimo Dragacchino Dorato ed Ebano come quello del Mercante di Stoffe che veniva nel suo villaggio. Ma Patrak si ritrovava con una semplice Spada di Legnuccio, il famoso fabbro che gliel'aveva regalata, e con lo Scudo di Bowis che aveva ricevuto al suo compleanno. Come avrebbe potuto affrontare le lame affilate degli Chafer? "Sempre meglio che stare in mezzo alla Pianura a farsi dilaniare dai Kanigrù", pensava. Doveva trovare un rifugio per la notte e non voleva correre il rischio di incappare in una falsa grotta, perché gli anziani raccontavano che spesso erano in realtà Croccaroc delle Pianure camuffatisi. Finalmente era arrivato a poche braccia dal cancello del Cimitero. Sapeva che era abbandonato, infatti il cancello era aperto, con il lucchetto a terra. Entrò cauto, la Spada sguainata, lo Scudo pronto a parare i colpi. "Fortuna che almeno qui non ci sono anche i Fantasmi di Brakmar...", si ricordò. Era appena riuscito a trovare un tronco cavo dove passare la notte, quando un urlo squarciò il silenzio notturno. In lontananza vide un povero Xelor che cercava di resistere agli attacchi degli Chafer Invisibili, ma gli Arcieri avevano tolto lui tutta la sua Intelligenza. Il piccolo Sà crido, da lontano, usò il suo incantesimo Sacrificio, come gli aveva insegnato suo padre. Si ritrovo immediatamente al posto dello Xelor, il quale si accasciò dentro l'albero cavo. Patrak lanciò immediatamente il Castigo Forzato e prese a menare calci ovunque. Gli Chafer sembravano subire poco ed infliggere tanto. Proprio ciò che voleva. Dopo aver accumulato colpo su colpo, Patrak rilasciò il Castigo e si ritrovò con una montagna di muscoli pronta a servirlo. In pochi minuti sbaragliò tutti gli Chafer, esaurendo il Castigo. Aveva forze sufficienti solo per andare a controllare che lo Xelor che aveva salvato respirasse ancora, poi si accasciò anche lui dentro l'albero cavo. Capitolo III: Lo Xelor e lo Spirito Briscola: Scalino Reale! Sbock: 'azzo! Io ho fatto solo Rekop... dannato! Briscola: Eheh, fuori i Kamas! Sbock: Oh, che diamine, fra te e questo ragazzo divento da più ricco a più povero del Mondo... Ragazzo: Beh, che ne dite di continuare il racconto? Briscola: Certo, continua! Voglio assolutamente il seguito! Ragazzo: Perfetto. Il Sole del mattino arrivò come uno schiaffo sul viso di Patrak. Nelle Pianure era sempre così. Ancora provato dallo sforzo di quella sera, il bambino non si ricordò di aver salvato la vita ad uno Xelor. <<Ehi, tu! Bambino!>> <<Oh, ma tu sei il mago che ieri sera era in difficoltà !>> <<Mi hai salvato tu?!>> <<Sì, sono riuscito a mettere in pratica qualche trucco da combattimento insegnatomi da mio padre...>> <<Non so come ringraziarti, senza di te sarei diventato anche io uno Chafer! Tieni, so che è poco, ma è tutto quello che ho.>> <<Diecimila Kamas! Grazie infinite! A proposito, come ti chiami?>> <<Io sono Dark Bullet, Xelor Bontariano. Ero venuto qui perché dovevo cercare lo spirito di un amico del Capo della Milizia, ma se quell'idiota non mi dà indicazioni precise non ce la farò mai!>> <<Ti aiuterò io!>> <<Davvero? Bè, grazie!... Scusami se sono un po'inopportuno... ma... cosa ci fa un bambino come te nel Cimitero di Bonta?>> <<Io... Io... Io sono scappato dal mio Villaggio quando i Brakmariani lo hanno assaltato... e mi sono rifugiato qui...>> Lo Xelor dovette capire cos'era successo, perché non chiese altro. <<Mi dispiace... Ma non abbattiamoci! Forza, cerchiamo questo spirito!>> <<Ok!>> I due vagarono con l'unica indicazione che Amaiyro, il Capo delle Milizie, aveva dato a Dark Bullet: "A Nord troverai 5 Grandi Tombe, una è leggermente più alta delle altre. Lì vanno tutti gli spiriti dei Bontariani che ancora devono avere una sepoltura." Dovettero affrontare vari Chafer, che a stento riuscirono a sconfiggere. Cercarono sul Lato Nord del Cimitero per ore, senza trovare tracce delle 5 tombe, finché non accadde il fatto. I due furono attaccati da 3 Chafer Scelti, che finora non avevano mai incontrato. <<Fai attenzione, questi qui menano come dannati!>> Colpo dopo colpo, Dark Bullet fu costretto a ricorrere alla Mummificazione per riuscire a tener testa a due Chafer Scelti, mentre Patrak sembrava in grande difficoltà . Il suo Castigo non era ancora così sviluppato da poter trasformare tutti i colpi dello Chafer in Forza, era ancora troppo debole. Lo Chafer Scelto aveva molta vita e menava affondi di spada sempre più precisi, nonostante i colpi che riceveva. Il Castigo Forzato si esaurì. Non poteva neanche evocare il Castigo Vitale, non era ancora riuscito ad impararlo. Dark Bullet era riuscito a sconfiggere uno Chafer, ma era ancora impegnato con l'altro. Lo Chafer Scelto caricò il colpo. "E' finita..." Ma, ancora una volta, nulla. Niente di niente, nessun dolore. Patrak aprì gli occhi come il giorno precedente. Una sfera di luce accecante avvolgeva la lama dello Chafer. All'improvviso la luce esplose, e lo Scelto fu spazzato via e sbattuto contro un albero. Cadde a terra, sconfitto. "Dark... Dark Bullet ha lanciato un incantesimo e mi ha salvato..." Ma quando alzò lo sguardo, non c'era Dark Bullet davanti a lui. C'era uno spirito che lui conosceva benissimo. <<Papà !!!>> Capitolo IV: La Decisione Sbock: Questa storia è davvero molto interessante, ragazzo. Continua pure, ma prima... Scala Reale di Terra! Ragazzo: Oh... Scala Reale di Acqua, batte terra 2 a 4. Sbock: Porco zio! E che diamine! Ragazzo: Fuori la grana! Sbock: Quale grana? Ho puntato una birra, eccotela! Ragazzo: D'oh... Ancora non poteva crederci. Era rimasto così stupito dalla morte improvvisa dei suoi genitori che non aveva nemmeno avuto il tempo di piangere. Si gettò al collo del padre, non badando al fatto che riusciva ad abbracciare uno spirito. <<Papà ! Papà ! Oh, papà ...>> <<Tranquillo, figliolo, gli Chafer non ti daranno più fastidio...>> <<Papà ... Papà , io prometto che ti vendicherò! Mi arruolerò nelle Milizie di Bonta e mi allenerò con tutta la forza che avrò in corpo, ti vendicherò! Ucciderò tutti quei maledetti Brakmariani che hanno partecipato al massacro!!! Vendicherò te e la mamma!!!>> <<No.>> <<Co... come no?...>> <<Figlio mio, sono morto troppo presto per tutte le cose che avrei dovuto insegnarti, ma ora mi rimane il tempo di dirti una delle più importanti... La vendetta non porta a nulla, Patrak. È vero, è difficile controllarne il desiderio, ma una volta che questa si compie, non si è soddisfatti e ci si accorge che si è creato solo altro dolore. Rifletti, figlio mio: cosa otterrai massacrando dei soldati? Io non resusciterò, e nemmeno la mamma. Rifletti, figliolo.>> <<Ma... quei soldati hanno massacrato un villaggio, meritano la morte!>> <<Rifletti...>> <<No, papà ! Aspetta! Parlami ancora! Papà !!!>> Ma lo spirito si dissolse nell'aria. Il povero, piccolo Sà crido cadde a terra in ginocchio, con le lacrime che gli rigavano le guance, lo sguardo fisso nel punto esatto in cui il fantasma di suo padre era scomparso. Dark Bullet osservava la scena con tristezza, e si lasciò sfuggire una lacrima anche lui. Fu riscosso da un peso improvviso nella tasca della tunica. “Ma che diamine...?†Era una pergamena in cuoio di Drago Maiale, preziosissima, usata dai Messaggeri Bontariani nei casi di vera urgenza, dato che era in grado di resistere a qualsiasi intemperia, o danno involontario. La lesse, rimase a guardarla per un po', stupito da ciò che leggeva, poi si diresse verso il piccolo Sà crido e gli mise una mano sulla spalla. <<Patrak, è così che ti chiami, no? Bene, ascoltami. Non possiamo rimanere qui a lungo, l'incantesimo di tuo padre svanirà presto. Ho trovato ciò che cercavo, evidentemente lo spirito di cui parlava Amaiyro era quello di tuo padre.>> Un lampo di stupore attraversò lo sguardo triste del bambino. <<Ho compiuto la mia missione, devo tornare a Bonta. Tu cos'hai intenzione di fare, piccolo?†Patrak rifletté per un istante che sembrò eterno, poi dichiarò: <<Verrò con te a Bonta e mi arruolerò nelle Milizie.>> Capitolo V: Il Capo delle Milizie Arrivarono a Bonta nel tardo pomeriggio. L'Autunno era alle porte, e lo ricordava sferzando il viso dei due viaggiatori con un vento di Nord.Durante il percorso, a parte qualche Blop impertinente, non avevano incontrato ostacoli, anche perché avevano saggiamente evitato il Bosco di Litneg.Decisero che erano troppo stanchi per andare subito a parlare con Amaiyro e riuscire a capire, quindi si fermarono alla Taverna del Batosta. Sbock: Proprio qui?! Ragazzo: Oh, sì, ma l'allora Oste è morto. Sbock: Peccato, avrei voluto chiedergli qualcosa... Bondpac: iN cOmPenScIo La BiRrA è BuOnA lO sTeScIo! °Hic° Sbock: In compenso questa è l'unica cosa sensata che hai detto questa sera... Bullet non chiese nulla al piccolo Sà crido, si limitò a mangiare in silenzio. Neanche il bambino aprì bocca, se non per mandar giù la zuppa del Batosta. Il giorno seguente, dopo essere passati per il Mercatino dei Fabbri perché Bullet cercava un Martello Poltyietta, andarono da Amaiyro a passo svelto. <<Bentornato, Neofita Dark Bullet.>> <<Grazie, Guardia.>> Appena vide Dark, Amaiyro mise su uno sguardo furibondo. <<Ti avevo mandato tre giorni fa, possibile che ci devi mettere sempre così tanto?!.>> <<Le indicazioni non erano molto precise...>> <<Passi questa volta, ma la prossima diminuirò la tua ricompensa, sempre che ti meriti questa. Hai trovato lo Spirito?>> <<Sì, mi ha dato questa pergamena.>> <<Bene, la leggerò nella mia stanza più tardi. Piuttosto, chi è questo piccolo Sà crino che ti porti dietro?>> <<Bè, signore, vede... questo bambino mi ha... mi ha salvato la vita dall'attacco di un gruppo di Chafer Invisibili...>> Amaiyro non si curò minimamente del fatto che la sua recluta era stata debole. <<Veramente?! E come?!>> <<Io... non saprei dirle, signore, ricordo solo che mi ritrovai al suo posto e lui al mio, al centro del gruppo, appena fui colpito, ma subito dopo sono svenuto...>> "Incredibile, a quest'età sa già usare il Sacrificio!". Patrak osservava la scena in silenzio, senza sapere se dovesse chiedere qualcosa o stare zitto. Fu Amaiyro a dissolere i suoi dubbi. <<Dimmi, bambino, come ti chiami?>> <<Patrak, signore.>> <<Oh, chiamami semplicemente Amaiyro. TI va di venire in Biblioteca con me? Vorrei che mi raccontassi del combattimento con cui hai salvato la recluta Dark Bullet.>> "Lo ha appena incontrato e già gli permette di chiamarlo per nome?! Io lo conosco da quattro mesi!" pensò Dark. <<Certamente, signor Amaiyro.>> Il Capo delle Milizie congedò Dark, e il mago ed il bambino si salutarono. Si diressero alla Biblioteca dela Milizia, e non a quella cittadina, perché lì vi erano libri dettagliati sulle tecniche di combattimento base delle varie classi del Mondo dei Dodici.Amaiyro si diresse spedito ad uno scaffale in leno d'Ebano verniciato in modo da risaltarn il colore naturale Prese un librone di colore rosso/bordeau con borchie in ferro che aveva una scritta ornata e decorata sulla copertina: "Sà crido". <<Allora, Patrak, raccontami come hai sconfitto quel gruppo di Chafer.>> <<Subito!>> Dopo il racconto, il bambino si sentì come rilassato, come se si fosse tolto un peso, anche se non considerava tale quel ricordo. <<Dopo aver lanciato il Castigo Forzato sei riuscito a sconfiggere uno Chafer con un solo "calcio"?>> Il Sà crino non si accorse che aveva detto la parola "calcio" con un tono diverso. <<Sì... Sapeva già usare il Piede del Sà crido. Amaiyro aveva visto giusto. Capitolo VI: Gli Innati Patrak sapeva usare il Piede del Sà crido ed il Castigo Forzato all'età di soli nove anni. Pazzesco. Amaiyro non poteva ancora crederci che un Innato fosse arrivato tra le sue mani per merito di una recluta idiota. Briscola: Innato? Ragazzo: Sì. Sono persone che possiedono abilità di combattimento senza eguali fin dalla nascita. Alcuni fra i grandi Cavalieri che Amakna ricorda erano Innati e le loro gesta non erano eguagliabili dagli altri, se non i più valorosi. Briscola: Capisco... Sbock: Beh, Raz è un Innato, allora. Ragazzo: Cosa? Sbock: Già . Ha un'abilità innata nello sparare cazzate. Raz: Ah, ah, ah... molto divertente, Sbock. Briscola: Ahahahahah! "Gli Innati Sà crido possiedono abilità di difesa e di contrattacco superiori alle normali possibilità della loro razza. Eccellono nella difesa grazie ad una resistenza più alta e nel contrattacco grazie a Castighi con una potenza superiore al normale. Nota: Si pensa che quest'ultimi diano una possibilità di accumulo di potenza doppia rispetto a quelli normali. Il loro allenamento, ci dicono gli antichi scritti, si basava tutto sul ricevere colpi e tramutarli in potenza. Non si provava ad attaccare senza un Castigo, né a farsi attaccare senza di esso." Amaiyro si era definitivamente convinto di quanto aveva pensato mentre il Sà crino gli raccontava del combattimeno nel Cimitero. Patrak era rimasto seduto in silenzio per tutto il tempo. Non aveva alcuna fretta di comunicare la sua decisione al Capo delle Milizie, né voleva sembrare maleducato agli occhi di questi. <<Bene, Patrak. Ho letto qualcosa sulla tua razza...>> Amaiyro non volle dirgli che era un Innato, non voleva correre il rischio di fargli sopravvalutare se stesso. <<...e mi sei sembrato molto predisposto al combattimento. Ci ho riflettuto abbastanza e per questo voglio chiederti... se ti andrebbe di restare alla Milizia e di allenarti con me.>> Amaiyro non aveva menzionato il Reclutamento, ma il Sà crino, felice di quanto appena gli era stato detto, non ci fece caso. <<Signore, la ringrazio molto per l'opportunità che mi sta offrendo e ne approfitto per dirle che io sono venuto qui per arruolarmi nelle Milizie, se lei lo desidera.>> Amaiyro rimase interdetto per un istante, poi rispose. <<Beh, perfetto. Allora, Patrak, ti allenerai assieme a me?>> <<Sì!>> Il bambino rispose con un tono così gioioso che Amaiyro non poté fare a meno di sorridere. Capitolo VII Le Basi e l'Allenamento Il Sacrino non rimase deluso né scocciato quando Amaiyro gli disse che allenarsi non significava solo combattere. Lui gli mise davanti due tomi sulle tecniche di combattimento base valide per ogni razza e sui Cavalieri Leggendari del Mondo dei Dodici. Prese anche un tomo sul Sà crido. "Non è quello che ha letto lui... Sarà uno più facile da comprendere..." osservò Patrak. Il primo libro gli sembrò molto interessante. Le tecniche base spiegate gli davano un senso di sicurezza, come se fossero le fondamenta per costruirci sopra qualcosa di più complesso, "E infatti è così", gli disse Amaiyro. Il Capo delle Milizie restava col Sacrino per qualche ora al giorno, mentre questi studiava sui libri, per spiegargli qualsiasi cosa che non capisse. Passate quelle ore tornava al lavoro e, per la gioia del bambino, lasciava Dark Bullet ad assisterlo. Era ovvio che non sapesse nulla sul Sà crido, ma riguardo alle tecniche base seppe rispondere ad ogni domanda del Sacrino. Patrak divorava i libri. In due giorni finì il tomo sulle tecniche base ed in quattro giorni quello sui Cavalieri Leggendari di Amakna. "LordSoth fu il primo guerriero a raggiungere la forza intermedia, a metà strada fra la forza base e la forza suprema. Quest'ultima fu invece raggiunta per primo da LordWarrior, il grande guerriero in grado di affrontare da solo i Fantasmi di Grobe. LordWarrior fece buon uso della Forza Suprema che, una volta raggiunta, permetteva di invocare un Dopeul della propria classe, nel suo caso Yop. Fu anche il primo guerriero, assieme ai suoi compagni, a sconfiggere il devastante Bworker ed il potente Ugah, anche se questi due Guardiani di Dongione sono ancora vivi, perché nulla è capace realmente di ucciderli." Sconfiggere il leggendario Ugah ed il mostro guerriero più potente fra tutti... LordWarrior doveva veramente conoscere bene tutte le tecniche di combattimento e, perché no, averne inventata qualcuna. Il tomo sul Sà crido lo volle leggere con più attenzione, infatti ci mise ben cinque giorni. Fu molto soddisfatto di quel libro, non sapeva che la sua classe fosse un supporto per i compagni così valido. Finito anche il terzo libro, arrivò il momento di provare le basi del combattimento che tutte le razze dovevano apprendere. Sbock: Sarebbe interessante leggerne uno, chissà se nella Biblioteca Pubblica ce ne sono... Raz: E' probabile, io ho trovato quello Aniripsa da leggere. Briscola: Non per nulla hai potenziato solo gli incantesimi di cura per te stesso... Raz: Peccato che ora sono uno degli Aniripsa più potenti del Mondo, dico bene? Briscola: D'oh! "Il tuo Scudo è veramente ottimo ed anche la tua Spada andrà benissimo per i primi giorni" gli disse Amaiyro. Così, il giorno dopo iniziarono l'allenamento. Il Capo delle Milizie aveva fatto montare qualche Spaventapasseri, che erano poi stato protetti col Rospo di un Osamodas per farli resistere di più ad eventuali colpi potenti. <<Bene, Patrak. Mostrami cosa sapevi fare prima di leggere quei libri.>> Il Sacrino rimase quasi spiazzato da quella domanda, perché non capiva come mai dovesse fare quella specie di passo indietro. Obbedì comunque. Menò qualche colpo che lui chiamava semplicemente "calcio" senza sapere cosa fosse veramente, facendo crollare uno Spaventapasseri in tre colpi; impiegò invece più di sei colpi di Spada per riuscire a stendere il secondo. <<Bene, ora mostrami cosa hai imparato leggendo quei libri.>> Il Sacrino richiamò alla mente ciò che aveva letto e riuscì ad immaginare i movimenti che doveva fare. Tuttavia non sapeva quanta forza doveva metterci, né con quanta insistenza doveva piegare i legamenti. Infatti rischiò una slogatura, riuscendo però ad alleggerire con una semplice storta alla caviglia durante una schivata. Era una di contropiede, fatta per attaccare subito dopo, e per schivare la Spada di Legno di Amaiyro dovette girare sul piede sinistro, usandolo come perno. Essendosi concentrato troppo su questo, lasciò l'altra gamba girare semplicemente e quando ci appoggiò il peso la caviglia non resse. <<E' normale, anzi, è anche meglio di ciò che succede alle altre reclute, che si slogano il polso anche solo menando un affondo allo Spaventapasseri.>> Patrak si sentì un po' sollevato da quelle parole e riprese normalmente l'allenamento. Il Capo delle Milizie usava una piccola Spada in Legno di Frassino e faceva affondi lenti, in modo da permettere al bambino di evitare il colpo, e schivava lentamente, così da fargli vedere il movimento corretto. Al tramonto, il Sacrino sapeva scartare di lato, schivare di 90°, e scartare all'indietro. Aveva anche imparato un fendente base, ma lui, come la maggior parte delle persone della sua razza, preferiva concentrarsi sulla difensiva, quindi sulle schivate. A cena, il Capo delle Milizie portò Patrak a casa sua, invece di accompagnarlo al dormitorio. Mangiarono Cosce di Pappatutto per innaugurare il primo giorno di allenamento. <<Oggi hai fatto più progressi di qualsiasi altro neofita che io abbia mai allenato.>> "Come se ne avessi mai allenato uno prima d'ora..." si disse. <<Grazie, maestr... mmh...>> La parola uscì spontanea dalla sua bocca, come un ringraziamento per il fatto che Amaiyro si era offerto di allenarlo, mettendogli a disposizione la sua pazienza e le sue conoscenze. <<Chiamami come vuoi, piccolo.>> disse il Capo delle Milizie sorridendo. <<D'accordo, maestro.>> rispose Patrak sorridendo anche lui. Messaggio modificato da LloydDofu il 17 Ago 2009, 13:47 |
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29 Lug 2009, 17:26
| #2
Bello bello
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29 Lug 2009, 17:28
| #3
Grazie Piè.
Che dici, lo posto su D.I.? |
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29 Lug 2009, 17:29
| #4
uh? sul digitale terrestre?
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29 Lug 2009, 17:34
| #5
Non ho scritto D.T.
Su Dofus Italia, dico. EDIT: Ma prima dici "bello bello" e poi voti che non devo continuare? Messaggio modificato da LloydDofu il 29 Lug 2009, 17:34 |
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29 Lug 2009, 17:37
| #6
Beh...posta pure, tanto ormai questo foro non lo segue più nessuno...
Non so, io ho cliccato sì u.u avrò sbagliato clik :S |
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29 Lug 2009, 17:39
| #7
Io mi sono dovuto autovotare, "Mostra Risultati" non funzionava. -.-"
Fa nulla, tanto è solo per vedere l'opinione sul primo, io continuo comunque. |
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29 Lug 2009, 17:43
| #8
Se vuoi loggo 10accaun e recupero
Io fossi stato in te non avrei chiesto se continuare u.u |
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29 Lug 2009, 17:49
| #9
Fa nulla, a me basta scrivere la mia storia.
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29 Lug 2009, 20:01
| #10
Posto solo per dire a Pat di continuare il racconto
CONTINUA GIOVANE RAGAZZO. MA NON SPILLARE TUTTI I KAMA AI TUOI AVVERSARI GIOCANDO A REKOP ;P Bondpac ----------------------------------------- Comitato per il salvataggio della lingua italiana dall'estinzione ![]()
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30 Lug 2009, 11:45
| #11
Grazie Bond, per ora ho spillato Millemila kamas a Sbock, Settordici Kamas a Dark-bullet, Diciassei a Raz.
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30 Lug 2009, 13:56
| #12
E' (già ) uscito il Capitolo II, leggete e commentate!
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30 Lug 2009, 14:08
| #13
HaHa complimenti bellissime tutte e due
MaxPanzer Angels and Devils |
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31 Lug 2009, 09:10
| #14
E' uscito il III Capitolo!
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1 Ago 2009, 17:28
| #15
Complimentoni , potresti fare coppia a Bond =D
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1 Ago 2009, 18:05
| #16
Lol!
...perché no? |
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1 Ago 2009, 22:58
| #17
Capitolo Quarto appena uscito!
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10 Ago 2009, 18:35
| #18
Complimenti e bello sto racconto (quanto quello di bond).
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12 Ago 2009, 13:48
| #19
A me la birra!
Ubriacone ero da giovane ed ubriacone sarò da vecchio (spoiler mio racconto XD) Bondpac ----------------------------------------- Comitato per il salvataggio della lingua italiana dall'estinzione |
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13 Ago 2009, 19:50
| #20
Che dite, continuo a postare i capitoli nonostante lo scarso seguito di persone?
Ormai li sto mettendo tutti su Dofus Italia... Messaggio modificato da LloydDofu il 13 Ago 2009, 19:52 |
| Versione Lo-Fi | Oggi è il: 23 Novembre 2009, 00:42 |